IL ROCK DI CAPITAN UNCINO – Edoardo Bennato, 1980

 Composta dal cantautore napoletano Edoardo Bennato nel 1980 ed inserita nel concept album “Sono solo canzonette”, la canzone si ispira al pirata ossessivamente antagonista di Peter Pan, il protagonista del romanzo Peter e Wendy di J. M. Barrie, pubblicato nel 1911 e della trasposizione teatrale inscenata per la prima volta nel 1904. 

Sono passati quasi quarant’anni dall’uscita dell’album musicale, che rielabora in chiave contemporanea il racconto del bambino in grado di volare e che si rifiuta di crescere, trascorrendo un'avventurosa infanzia senza fine sull'Isola che non c'è, come capo di una banda di "Bimbi Sperduti", in compagnia di sirene, indiani, fate e pirati.

Molti altri musicisti si sono misurati sul tema, basti pensare a “ Walk on the wild side di Lou Reed”, “Peter Pan” di Enrico Ruggeri, “Neverland” dei Marillion, per citare i più famosi, ma nessuno è mai riuscito a calare la fantasia nella realtà come invece il nostrano istrionico Edoardo è riuscito a fare.

Credo valga la pena spendere oggi due parole per un capolavoro del cantautorato italiano oggetto di aspre critiche e accuse di qualunquismo da parte dalla classe intellettuale dell’epoca che non comprese o forse peggio finse di non afferrarne la portata culturale tanto illuminata. Del resto un trattamento simile ebbero anche “Storia di un impiegato” di De André o “Nuntereggaepiù” di Rino Gaetano, per citare solo alcuni gioielli irripetibili.

Fra tutte le validissime composizioni dell’album, a ben pensarci “Il rock di Capitan Uncino” emerge come potente distillato di libero pensiero anarcoide e libertario, saggio e visionario come pochi altri esempi nella storia della musica italiana.

Le molte e variegate accuse di ribellismo infantile, buffonesco, individualista ed irresponsabile, insomma per dirla con le parole del suo Capitan Uncino, “un qualunquista, un esibizionista, di tutti i miei nemici il più pericoloso, il primo della lista”, come spesso accade a riascoltarle oggidì equivale a capire meglio la realtà sociale di quegli anni travagliati e controversi.

Capitan Uncino “professore della rivoluzione”, faro illuminante della pirateria, un benestante che impiega sul fronte i soldi di papà e insegna alla sua ciurma “a far la faccia dura/per fare più paura”, in compagnia del pirata avvinazzato Spugna, recluta perfetta, fuoricorso universitario che non ricorda manco più il suo nome, ma ha trovato nella pirateria la sua rivalsa (“e non m’importa dov’è il potere/finché continua a darmi da bere”), restituiscono un quadro iperrealista dei vari sommovimenti contestatari/terroristici degli anni di piombo, attraverso parole e musica di sottofondo, di chi ha visto giusto per il semplice fatto di aver esercitato un buon uso della facoltà di aprire gli occhi, cantando e denunciando con furbastra finta indifferenza tipicamente napoletana, lo sprezzo per l’ipocrisia diffusa fra tanti intellettuali-vati del periodo.

Il rock di Capitan Uncino è esempio emblematico di come l'impegno sociale in musica non sempre paghi, o magari lo faccia in modo postumo…in fondo sono solo canzonette, che vi aspettavate…

testo

Ciurma!... questo silenzio cos'è?!...
Svegliaa!... tutti a rapporto da me!...
Spugnaa!... pendaglio da forca!....
.... possibile che nessuno si muove?!
.... ma sono o no il comandante
di questa lurida nave?!....
di questa lurida nave?!
Sono o non sono il Capitan Uncino, ah?
e allora quando vi chiamo
lasciate tutto e correte
e fate presto perché
chi arriva tardi lo sbrano!
Avanti chi mi dà
notizie di Peter Pan?
Lo voglio vivo però
quando l'acchiappo non sò
che cosa gli farò!...
Si prende gioco di me
e fa il gradasso perchè
quei branchi di mocciosi
lo stanno ad ascoltare
lo credono un eroe!
Ma è solo un qualunquista
un esibizionista.
Di tutti i miei nemici
è il più pericoloso
è il primo della lista!
Ma a voi vi sembra giusto?
Durante un duello
ha preso la mia mano
l'ha data in pasto a quel
dannato coccodrillo!....
Ma non la passa liscia
gliela farò pagare
con le mie stesse mani
anzi, col mio uncino
lo dovrò scannare!....
Eccolo in vista!... è lui con tutta la banda!...
Meglioo!... che questa volta si arrenda!...
Non voglio prigionieri!... mi basta solo un ostaggio!
.... la ragione è dalla vostra parte ricordatevelo!...
Avanti all'arrembaggio!... Avanti all'arrembaggio!...
Sono o non sono il Capitan Uncino, ah?
e allora avanti col coro!
Cantate tutti con me e ripetete con me
gli slogans che vi ho insegnato!...
Veri pirati noi siam! Contro il sistema lottiam!
Ci esercitiamo a scuola a far la faccia dura
per fare più paura!... Ma cosa c'è di male?
Ma cosa c'è di strano?... Facciamo un gran casino
ma in fondo lavoriamo per Capitan Uncino!...
Io sono il professore della rivoluzione!
della pirateria io sono la teoria
il faro illuminante!
Ma lo capite o no? Ve lo rispiegherò!
per scuotere la gente, non bastano i discorsi
ci vogliono le bombe!
Io ero un benestante, non mi mancava niente
ma i soldi di papà, li spendo tutti qua
a combattere sul fronte!
Chi si arruolerà! Un bel tatuaggio avrà!
ma da quel trampolino, io a chi non vuol firmare
lo sbatto giù nel mare!...
....Si batte la fiacca eh?
io mi sacrifico per voi
e questo è il vostro ringraziamento?..

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