NATALE – Francesco De Gregori, 1978

 Francesco De Gregori, con questa bellissima canzone, approfitta della festività per eccellenza, caratterizzata dalla forte emotività legata ai ritrovi intimi familiari oltre che spirituali, liberando il suo timbro personale fatto di emozioni legate a doppio filo alla nostalgia, identificandola con un amore lontano, forse smarrito, verosimilmente non più corrisposto.

L’autore riesce a restituire con maestria una atmosfera criptica e quasi surreale propria del periodo natalizio ed in particolare della vigilia, incorniciando nel freddo e nel colore sovrastante dell’inverno, un ritorno a casa dopo un lungo periodo di assenza, dove ad aspettarlo ci sono solo i ricordi di ieri che prendono forma e voce di un passato amore svanito ma ancora desiderato.

Un inconscia quanto improbabile speranza di un ritorno, distante dalla realtà fisica, tanto da trasformarla nel sogno di una lettera dal profumo di ricordi svaniti, un ponte tra passato e presente inconsapevole e tormentato, dove la disillusione dipinta in un volto mai dimenticato sfuma lentamente nello sconfortato ricordo di nebulose cose andate, vivendo questo periodo festoso per antonomasia con una visuale rivolta al passato mischiata al desiderio appassionato di un regalo a sorpresa da scartare al mattino sotto l’albero.

Francesco De Gregori riesce a descrivere le proprie emozioni in modo che non giungano agli ascoltatori come negative, anche grazie ad un supporto strumentale quasi scanzonato in chiaro contrasto con il proprio coinvolgimento emotivo, esprime la bellezza che anche un sentimento come la malinconia può assumere, sottolineando l’importanza del vissuto, dal sapore oramai desueto per i tempi che corrono.

“tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia.”




 

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