IL CIELO IN UNA STANZA - Gino Paoli, 1960

Composta nel 1960 da Gino Paoli la canzone rappresenta uno dei momenti più alti raggiunti dalla canzone d'autore italiana.

La composizione poetica descrive, in modo contemplativo e travolgente allo stesso tempo, lo svolgersi di un amplesso tra il giovane autore ed una prostituta di cui si era innamorato, ed a cui il capolavoro artistico è dedicato.

Un atto sessuale coinvolgente e passionale, non detto apertamente, delicatamente suggerito all'ascoltatore, tramite immagini trasfigurate del contesto e circostanze in cui si svolge. 

La stanza dal soffitto viola posta al centro della composizione poetica, vista dalla posizione sdraiata sul letto di un bordello tra i carrugi di Genova, diviene un luogo immaginifico e decontestualizzato, senza confini fisici e sensoriali, senza spazio e tempo.

Un'immagine di alta poesia che oltrepassa il pensiero logico-discorsivo, capace di omaggiare un amore impetuoso che può nascere, crescere e finire in un attimo, come un sacrificio mistico verso l'immensità.

La notevole armonia musicale riesce nell'intento di amalgamare la delicata narrazione, introducendola lentamente ed intimamente, accompagnandola negli spazi sconfinati e sognanti, esaltandola durante l'apice compositivo, riportandola infine alla romantica complicità iniziale.

Testo

Quando sei qui con me

Questa stanza non ha più pareti

Ma alberi

Alberi infiniti

Quando tu sei vicino a me

Questo soffitto viola

No, non esiste più

Io vedo il cielo sopra noi

Che restiamo qui, abbandonati

Come se non ci fosse più

Niente, più niente al mondo

Suona un'armonica

Mi sembra un organo

Che canta per te e per me

Su nell'immensità del cielo

Per te e per me

Nel cielo


 

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