SANTA LUCIA - Francesco De Gregori, 1976

 Composta da Francesco De Gregori nel 1976 ed inserita nell'album Bufalo Bill, è una preghiera laica, pervasa di una spiritualità dal valore universale. Rivolta a Santa Lucia, che nella tradizione religiosa e popolare è la protettrice della vista, affinché si interessi e aiuti tutti coloro che vivono in difficoltà, contestando una società sempre meno inclusiva e solidale.

Ricca di metafore evocative e tenere, a volte criptica, nel solco della miglior vena dell'artista, rimanendo però sempre naturale e semplice nella esposizione.

Dedicata a tutte le persone che non riescono a vedere le cose importanti ed evidenti, che si tratti di vincenti o vinti, intellettualmente miopi, emarginati, sopraffatti dalle difficoltà della vita, sempre comunque dipinti in modo amorevole e delicato.

Ricorrendo ad un parallelo, credo molto appropriato, con l'arte pittorica, la conclusione insieme cornice e miglior tocco del dipinto, riesce a stemperare il tono sempre in difficile equilibrio sul filo dell'ironia e della tensione drammatica, in una dolcezza disarmante.

Testo

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi

E un cuore che non basta agli occhi

E per la tranquillità di chi va per mare

E per ogni lacrima sul tuo vestito

Per chi non ha capito

Santa Lucia per chi beve di notte

E di notte muore e di notte legge

E cade sul suo ultimo metro

Per gli amici che vanno e ritornano indietro

E hanno perduto l'anima e le ali

Per chi vive all'incrocio dei venti

Ed è bruciato vivo

Per le persone facili che non hanno dubbi mai

Per la nostra corona di stelle e di spine

E la nostra paura del buio e della fantasia

Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata

E un ragazzino al secondo piano che canta, ride

E stona perché vada lontano

Fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe

Anche la solitudine



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