LUGANO ADDIO - Ivan Graziani, 1977

Una delle canzoni più amate del compianto Ivan Graziani, oltre che una delle prime ad ottenere ampio consenso di critica e successo di pubblico.

Composta nel 1977 ed inserita nell’album “Lupi”, riprende in chiave melodica la canzone “Addio Lugano bella”, scritta da Pietro Gori nel 1895 e rimasta nell’immaginario collettivo come icona del movimento anarchico libertario.

Attraverso una prodigiosa attitudine narrativa, l'autore, riesce a fare emergere nella mente di chi ascolta, l'importante eredità storica ed i rimandi ad essa correlati, mediante la loro trasposizione su di un piano quotidiano, scandito dal ritmo di una dolcissima cantilena.

Una storia d’amore adolescenziale diviene il pretesto per riproporre in modo semplice il significato politico ereditato dalla ballata popolare, impresso nelle acerbe menti dei giovani da parte dei genitori, mediante il nostalgico ricordo del canto della ragazza amata, stemperandolo in un'aurea di nobile innocenza.

"Lugano addio" cantavi / Mentre la mano mi tenevi / "Canta con me" tu mi dicevi / Ed io cantavo di un posto che / Non avevo visto mai / Tu, tu mi parlavi di frontiere / Di finanzieri e contrabbando / Mi scaldavo ai tuoi racconti / "E mio padre sì" tu mi dicevi / Quassù in montagna ha combattuto…

Marta è una ragazza del nord dal fare semplice, vestita con giacca a vento e scarpe da tennis, dai seni pesanti tipici dell'età della pubertà, che non conosce né capisce le tensioni e le lotte per le rivendicazioni sociali, le può solo intuire.

Il suo innamorato, voce narrante, impregnato della mentalità tipica dei pescatori di un sud che costituiva ancora un mondo completamente diverso, è appagato dallo stringerle forte la mano e cantare canzoni, mentre sogna le sue labbra rosse, con un candore ed un sorriso che nessun disagio sociale può intaccare.

Allontanandosi in un'atmosfera malinconica e fortemente evocativa, rinnovano ciò che, quasi cent'anni prima, era stato un addio dal forte sapore rivoluzionario alla amata comunità.

Testo

Le scarpe da tennis bianche e blu

Seni pesanti e labbra rosse

E la giacca a vento

Oh, Marta io ti ricordo così

Il tuo sorriso e i tuoi capelli

Fermi come il lago

"Lugano addio" cantavi

Mentre la mano mi tenevi

"Canta con me" tu mi dicevi

Ed io cantavo di un posto che

Non avevo visto mai

Tu, tu mi parlavi di frontiere

Di finanzieri e contrabbando

Mi scaldavo ai tuoi racconti

"E mio padre sì" tu mi dicevi

Quassù in montagna ha combattuto

Poi del mio mi domandavi

Ed io pensavo a casa

Mio padre fermo sulla spiaggia

Le reti al sole, i pescherecci in alto mare

Conchiglie e stelle

Le bestemmie e il suo dolore

Oh, Marta io ti ricordo così

Il tuo sorriso e tuoi capelli

Fermi come il lago

"Lugano addio" cantavi

Mentre la mano mi tenevi

"Addio" cantavi

E non per falsa ingenuità, tu ci credevi

E adesso anch'io che sono qua

Oh, Marta mia addio, ti ricordo così

Il tuo sorriso e tuoi capelli

Fermi come il lago



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